Carpineti - Guida Turistica

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.: CARPINETI
 Il Comune di Carpineti confina a nord con il comune di Casina, ad est con il comune di Baiso e di Viano, a sud con il comune di Toano e Villa Minozzo, ad ovest con il comune di Castelnovo ne' Monti.
 II territorio comunale si estende per una superficie di 8942 kmq, in area quasi totalmente montana con una popolazione di 4.100 abitanti, che si raddoppiano in estate. E' compreso nella Comunità Montana dell'Appennino Reggiano ed, inoltre, comprende nel proprio territorio parte del bacino idrografico del fiume Secchia, del torrente Tresinaro e del torrente Tassobbio.
 Il centro capoluogo è ubicato ai piedi del crinale omonimo che divide la valle del Secchia dalla valle del Tresinaro, importante centro agricolo, dal secondo dopoguerra anche industriale, artigianale e turistico.
 Negli ultimi decenni e diventato un'importante stazione climatica e di villeggiatura.
 E' collegato alla pianura tramite la fondovalle Tresinaro (35 minuti per Reggio Emilia), la S.S. 63 e 1a più recente fondovalle Secchia che unisce il comune di Carpineti con il comprensorio delle ceramiche: Sassuolo e Modena. Il territorio comunale si estende per la maggior parte nella fascia collinare e submontana, ad un'altitudine media attorno ai 600 mt. s.l.m., i rilievi dei monti Valestra (mt 935) e Fosola (mt 986), che costituiscono la dorsale principale carpinetana, sono costituiti da rocce di tipo arenaceo risalenti ad un periodo che varia tra i 7 e i 25 milioni di anni fa, derivati dalle sedimentazioni di sabbie sui fondali marini allora esistenti.
 Un'attrazione tutta particolare, unica in tutto l'Appennino Reggiano, sono le cavità, da ricordare in modo speciale quella del monte Valestra detta 'grotta del diavolo". Inoltre le formazioni arenacee che costituiscono la maggior parte del territorio del nostro Appennino sono spesso oggetto di fenomeni di erosione, che danno origine ad alcune forme molto suggestive.
 La parte più antica del paese conserva alcuni edifici di architettura antica. In particolare l'edificio del municipio che sorge a fianco di una caratteristica piazzetta dedicata a Matilde di Canossa.
.: STORIA
 Abitato fin dalla preistoria, in questo territorio si sono succeduti Liguri, Romani, Bizantini e Longobardi. Prima dell'anno mille nel suo territorio si trovava Verabolo, sede di un pago romano e poi bizantino. Prima della conquista longobarda, in epoca bizantina, la chiesa locale, organizzata attorno all'antica pieve di San Vitale, era dipendente dal vescovo di Ravenna e non da quello di Reggio. Lungo il crinale Valestra Fosola probabilmente si trovava il limes, cioè il confine, fra i territori sottoposti a Bisanzio e quelli longobardi.
 Carpineti ebbe particolare importanza al tempo della contessa Matilde di Canossa, marchesa di Toscana ed ultima rappresentante della dinastia degli Attoni.
 Nel castello romanico tuttora esistente, posto sul crinale del Fosola-Valestra - da cui si apre il panorama sulla valle del Secchia e quella del Tresinaro - ebbe luogo il «Convegno di Carpineti» del 1092, durante il quale ecclesiastici ed alleati di Matilde discussero le proposte di pace di Enrico IV. La contessa, incoraggiata anche dalle veementi parole dell'eremita Giovanni da Marola, maturò la decisione di perseverare nella lotta contro l'imperatore, che venne sconfitto e infine umiliato nella vicina Canossa.
 Alla dissoluzione dei territori matildici a seguito della morte della contessa, Carpineti passò a diversi signori. Nel XIII secolo giurò fedeltà al comune di Reggio, sebbene la lealtà verso la città di pianura fu spesso dubbia. In particolare è da ricordare la vicenda del brigante Domenico Amorotto, che spadroneggiò nel territorio di montagna per molti anni. Dal XVI secolo divenne parte del Ducato estense di Reggio, di cui condivise la sorte fino all'unità d'Italia.
 Durante la seconda guerra mondiale ebbe 106 morti.